TESTE DI MORO

Una storia d'amore e vendetta, dal luogo principe per la produzione di ceramiche di altissima qualità.

SOCIAL

CONTATTI

Chiara Arena
Via Gerusalemme, 10
6614 Brissago CH
Tel.+41 077 419 03 11
info@testedimoro.ch

  • Non ci sono prodotti nel carrello.

Teste di Moro

  /  Teste di Moro   /  Ceramica di Caltagirone: una storia antica

Ceramica di Caltagirone: una storia antica

Sicilia Bedda, dice qualcuno, e come non provare empatia per questa espressione? Isola antica, selvaggia, ricca di storia e leggende, e che ha visto passare via terra e via mare molti popoli e molte tradizioni. Ognuno di questi patrimoni ha lasciato un segno del proprio passaggio, e tale è il potere di questo luogo incantato: la bellezza di ogni singola sfaccettatura.

Tra cibo, architettura e arte non si finisce mai di imparare, ma è d’obbligo soffermare lo sguardo e la mente sulla ceramica di Caltagirone: manufatti artigianali tipici e unici al mondo, nati grazie ai ceramisti arabi che nell’800 erano stabili sull’isola. Da quel momento quasi perso nel tempo, la ceramica di Caltagirone attraversa il Medioevo, il Cinquecento, superando persino il terribile terremoto del Seicento che ne cancellò quasi le tracce. Eppure, quest’arte resiste anche oggi, è un vanto da tenerci stretti ed è apprezzata anche dai più giovani.

Le Ceramiche tipiche

Parliamo di un’arte che – soprattutto nel corso del Settecento, ovvero il periodo storico che rappresenta la rinascita dopo il terremoto del secolo precedente – ha incontrato particolarmente l’interesse delle classi nobiliari: questa percezione ha fatto sì che ci fosse una ceramica di Caltagirone in ogni dimora altolocata, il che ha favorito l’espandersi a macchia d’olio della sua fama.
I manufatti preferiti all’epoca, e che andavano per la maggiore, erano molto particolari: fangotti, presepi, acquasantiere da capezzale e lucerne antropomorfe. Se fangotti e acquasantiere non hanno superato un certo livello di successo imperituro, lucerne e presepi passano ancora oggi alla storia identificativa della Sicilia. Le lucerne rischiaravano la notte nelle dimore sicule: funzionavano ad olio ma resistettero anche con l’avvento di nuovi combustibili. Fu l’artista Giacomo Failla a lanciare una nuova linea di lucerne antropomorfe, meravigliose e iconiche. Il Presepe di Caltagirone ha origini medievali, e possederne una riproduzione era simbolo di nobiltà e status sociale.
Anche le stupende teste di moro, ornamenti peculiari anch’essi con una storia millenaria, hanno uno stretto legame con la ceramica di Caltagirone: questo è infatti uno dei materiali preferiti per fabbricarle e renderle pezzi unici.

Un’arte che ha battuto il cemento

I secoli hanno visto moltissimi artisti e maestri ceramisti, ma c’è stato un passaggio storico che ha purtroppo ridotto all’osso questo novero, e la ceramica stessa: l’arrivo del cemento come materiale di costruzione ha abbattuto molto la domanda, ma a inizio del Novecento c’è stato un recupero che ha dell’incredibile. Don Luigi Sturzo, con il ceramista Gesualdo di Bartolo e altri due maestri, ha aperto la Scuola di Ceramica, oggi Istituto Statale d’Arte per la Ceramica.
Ecco quindi che la ceramica di Caltagirone ha la sua impronta anche oggi, resistendo a epoche, modernità e tradizione che fa sempre più fatica a difendersi. Tuttavia, nel caso di questa città, non poteva essere altrimenti: il suo nome deriva da Qal’at al Ghiran, ovvero rocca dei vasi. La ceramica, quindi, era già scritta nel suo destino.

X